Articoli

Libro: “Sua maestà lo scarabocchio” di Anna Rita Guaitoli - Armando Editore, 2019 Recensione a cura di: Isabella Zucchi.

Dalle brevi frasi dell’Autrice all’inizio del libro, prima di passare alla lettura dei capitoli con cui è sapientemente articolata l’opera, si comprende l’intento che, personalmente, condivido, di valorizzare un’espressione grafica che nel mondo scolastico è soggetta a un progressivo disuso. 

La seguente frase della Guaitoli sintetizza numerosi concetti: “offeso come prodotto di chi non sa fare, svalutato quale attività di chi non ha niente da fare”. Passata l’infanzia, lo scarabocchio è quasi temuto come un insuccesso didattico di chi insegna, se non si induce il bambino già passati i quattro anni, a produrre qualcosa di figurativo. E’ giusto guidarlo a maturare nelle abilità rappresentative e poi in quelle che lo aiutano a maturare i requisiti per iniziare a scrivere, ma come precisa l’Autrice, sarà la corrispondenza, il confronto, tra la scrittura e gli scarabocchi a “dare integrazioni reciprocamente interessanti” e “ a chiarire lo stato emozionale del soggetto”.

Questa affermazione mi sollecita a far presente quanto sarebbe utile che gli istituti scolastici avessero un consulente esperto in grafologia dell’età evolutiva, con una buona e non ‘bassa’ preparazione psicologica.

Leggendo attentamente il volume, si comprende la complessità e il valore della materia grafologica per quanto riguarda la società umana, poiché la grafologia, attraverso l’indagine psicofisiologica e dinamica del grafismo, cominciando dallo scarabocchio, può giungere a precisare degli elementi che esprimono l’individualità psicosomatica, temperamentale del singolo soggetto, rispettandone l’originalità e l’irripetibilità umana. 

Infatti come ben puntualizza l’Autrice “il guardare sarà il primo principio: necessario ma non sufficiente”, per cui andranno analizzati il livello grafico e formale e nella sua opera fa correttamente riferimento a ‘maestri’ come la Berson, Corman e altri che hanno valorizzato l’espressione grafica prendendo in considerazione lo scarabocchio.

“Per lo studioso, allora, lo scarabocchio non è un semplice ‘movimento’ occasionale e casuale: è la traduzione della immagine emotiva di chi disegna che si è generata in rapporto a come si sente, all’interno di come vive la relazione” (Guaitoli, 2019, p. 14).

E decisamente “all’inizio fu un segno”,  proprio intitola il secondo capitolo l’Autrice: prima dei due anni il bambino generalmente fa l’esperienza di muovere una matita o altro strumento per lasciare su uno spazio un ‘segno’ ed inizia così l’avventura grafica e ben presto questi prodotti grafici acquisiscono un valore emozionale in relazione alle sensazioni che vive il bambino. E’ realmente una comunicazione densa di significati.

L’Autrice nel corso della sua opera  considera le varie fasi dello sviluppo: il bambino cresce, lo scarabocchio si evolve, compaiono le rappresentazioni, accenna a interpretazioni dei disegni, alberi, figura umana, e con la scuola inizia l’avventura della scrittura. Interessanti gli esempi con cui documenta le argomentazioni, e con cui confronta le scritture con scarabocchi, proponendo anche delle osservazioni su tematiche attuali quali il bullismo, la disgrafia, l’ansia.

Crescendo, si va verso l’adolescenza e il grafismo riflette ciò che accade e lo scarabocchio può continuare a esprimere le ‘caotiche emozioni’ di queste fasi (Guaitoli, 2019, p. 83 e ss.). “Soprattutto in adolescenza quando le emozioni si fanno tanto complesse, contraddittorie, diventa fondamentale avere una traccia spontanea che permetta di arricchire la conoscenza dell’adolescente; che permetta di avvicinarlo senza giudicarlo, senza spaventarlo” (Guaitoli, 2019, p. 99).

Gli esempi proposti aiutano a comprendere i concetti e il valore del tema.

E infine l’Autrice si chiede cosa accade se a un adulto chiediamo di disegnare scarabocchi: è una proposta che anche personalmente ho fatto e le reazioni variano, a seconda del temperamento! Infatti, concordo con questa sua affermazione: “gli scarabocchi di ognuno sono differenti come i sogni”… “lo scarabocchio, attività della mente, manterrà un valore aggiuntivo di informazione ‘emozionale’ anche presso gli adulti, fino alla vecchiaia” (Guaitoli, 2019, p. 127).

Dunque se proprio non è un Re, è di certo un Principe lo scarabocchio, in grado di aprire un orizzonte sulla dimensione emozionale di un essere umano, a qualunque età.


“Il rapporto devianza - grafismo” di Isabella Zucchi

Nota introduttiva dell'Autrice del 04/07/2016

Ho pensato di proporre la presentazione, la prefazione, il primo capitolo di un lavoro che ho svolto alcuni anni fa, ma che tocca aspetti di un argomento che continua a essere di interesse attuale. Propongo anche alcuni esempi di grafia con relativo commento tratti dal libro, di cui riporto integralmente l’indice.

libro devianza

In questi anni ho continuato a svolgere la mia attività di psicologa, psicoterapeuta e grafologa, iniziata oltre trent’anni fa, intensificando l’attenzione sulla prevenzione del disagio evolutivo, che spesso è all’origine di personalità sofferenti, di storie umane di disadattamento e devianza.

Non a caso nell’ultimo capitolo del libro, dopo aver soffermato l’attenzione sulla perizia che, in fase preliminare, feci sugli scritti del mostro (come lui si firmò nei messaggi) di Foligno, sono passata a condividere con il lettore un’esperienza di screening il cui obiettivo è stato non solo quello di riconoscere situazioni critiche, ma soprattutto quello di riconoscere e promuovere le risorse naturali di soggetti in età evolutiva, fornendo un servizio che collegava scuola e famiglia. Negli anni ho avuto altri incarichi per curare esperienze simili presso strutture scolastiche e centri d’ascolto, raccogliendo dati significativi su quelli che definirei i movimenti temperamentali della popolazione in età evolutiva. A riguardo ho in corso alcuni lavori che spero di pubblicare in tempi brevi.

L’educazione ricevuta, le esperienze vissute nelle fasi di sviluppo sono fondamentali per la formazione della persona. Non esistono ricette magiche per annullare rischi e problematiche, né per dare garanzie certe, perché le variabili sono tante e molti risvolti sono imprevedibili e relativi a molteplici fattori, individuali e socio familiari, però adoperarsi per impostare al meglio le relazioni educative resta una strada elettiva e poter ricevere un aiuto anche dalla grafologia per comprendere i soggetti in crescita è una possibilità da non trascurare.

A questo punto, invito a considerare con un po’ di attenzione e senza pregiudizi, la consulenza grafologica e le applicazioni nel settore educativo offerte da un approccio che va verso l’individuo che cresce, per cogliere il processo evolutivo nel suo divenire e in relazione alla dinamica temperamentale. Si tratta di un servizio concretamente utile, come è stato dimostrato dai risultati di progetti realizzati sul territorio, impostati secondo la metodologia del modello psicografodinamico® che ho elaborato e sperimentato a lungo in contesti diversi, fra cui carcere e consultori familiari. Il modello è un’applicazione operativa derivata dalla Grafologia di P. Girolamo Moretti, promossa dall’Istituto Grafologico Internazionale G. Moretti di Urbino.

Attualmente, mi occupo della divulgazione di questo approccio attraverso le attività di Grafoeduchiamoci (1), associazione culturale che propone momenti informativi e occasioni formative di diverso livello, di particolare interesse per l’educazione e la formazione della persona.

Sperando di aver suscitato qualche interesse verso questo argomento (2), chiuderei questa nota con due frasi tratte dall’ultimo capitolo del libro qui presentato: “Fare prevenzione implica comprendere le realtà evolutive nel loro sviluppo” allo scopo di “... riconoscere nella loro autenticità umana i soggetti in crescita e comprenderne le predisposizioni temperamentali”.

(1) www.grafoeduchiamoci.it, info@grafoeduchiamoci.it, Facebook
(2) il testo è disponibile presso la Libreria G. Moretti di Urbino – Piazza San Francesco 7 – www.istitutomoretti.it – libreria@istitutomoretti.it 

LEGGI IL PRIMO CAPITOLO IN PDF


“Accogliere la fatica di chi cresce” di A. R. Guaitoli

Recensione di: Zucchi Isabella

Questo lavoro di Anna Rita Guaitoli, laureata in Lettere, specializzata in Psicologia applicata, counselor scolastico e grafologa, affronta in un’ampia prospettiva il mondo delicato e complesso di ‘chi cresce’, soffermandosi sui diversi aspetti che entrano in gioco nel processo evolutivo, psicologici, sociali, culturali, educativi, per offrirne una lettura integrata attraverso l’indagine grafologica.

GUARDA IL PDF


Profilo Grafodinamico di Bendandi

Autore: Zucchi Isabella

Quest’uomo, nato il 17 ottobre 1893 e morto il 3 novembre 1979, ha suscitato l’attenzione delle cronache in relazione all’avvento di alcuni terremoti da lui indicati in anticipo. Bendandi fu trovato morto nella sua casa-laboratorio. Soggetto che è stato contrastato dalla scienza ufficiale, ha però ottenuto nel tempo riconoscimenti e onorificenze.Prescindendo da valutazioni che non sono di mia competenza, cerco di entrare in contatto, attraverso i suoi scritti, con la sua persona, con la sua umanità, per avviare un dialogo che prescinde da prevenzioni e pregiudizi, ma si concentra sul linguaggio grafomotorio (la sua scrittura autografa) come espressione della sua personalità. In questa sede, si riportano alcuni campioni, ma si tenga presente che sono stati visionati più scritti di diversi periodi, grazie alla disponibilità della Dott.ssa Paola Pescerelli Lagorio, che mi ha guidato nella visita dell’osservatorio ricco di testimonianze di un lavoro meticoloso e appassionato. Una visita che mi ha motivato ad approfondire la conoscenza di questa figura, di cui anni fa si interessò anche Padre G. Moretti. Qui propongo alcune osservazioni, sperando di suscitare nel lettore il desiderio di saperne di più.

Sito ufficiale di Raffaele Bendandi

GUARDA IL PDF


Linguaggio grafomotorio e crescita personale

Autore: Zucchi Isabella

Parlare di linguaggio grafomotorio apre una finestra su una possibilità dell’uomo di esprimere la propria personalità che va oltre il contenuto della notizia scritta: il linguaggio grafomotorio è un prodotto che è connesso all’attività psicomotoria dell’individuo. È infatti una complessa forma di comunicazione che implica una dimensione dinamica in cui si esprime e si manifesta l’individualità psicofisica dell’uomo, nell’ambito della sua costituzione biologica e impostazione temperamentale, delle sue disposizioni motivazionali, difensive e comportamentali e dell’organizzazione della personalità nel suo qui ed ora, nel cui andamento sono coinvolti i fattori fisici, psichici, emotivi, intellettivi, relazionali e sociali dell’individuo.

GUARDA IL PDF


Profilo grafodinamico di Spadò

Autore: Zucchi Isabella

Il primo momento del mio incontro con Alberto Spadolini è stato permesso dalle immagini: il suo viso in una fotografia, gli scritti, i disegni, i dipinti, le fotografie di alcuni flash delle sue danze… Non conoscevo questo personaggio e la possibilità di fare uno studio sulla sua produzione grafomotoria, scritture di diversi periodi della sua vita, disegni, dipinti, mi è apparsa subito come un’occasione ricca di stimoli…

Sito ufficiale di Alberto Spadolini

GUARDA IL PDF

© grafoeduchiamoci 2015